Città spugna: drenaggio urbano sostenibile, invarianza e falda
Gestire la pioggia dove cade: trattenerla, infiltrarla, rallentarla e riusarla. Dove la falda è alta, come in gran parte di Milano, infiltrazione e piani interrati vanno progettati insieme.

Dalla rete alla città spugna
Il drenaggio urbano tradizionale raccoglie la pioggia e la allontana il più rapidamente possibile in fognatura. I sistemi di drenaggio urbano sostenibile (SUDS) gestiscono l'acqua vicino a dove cade, con opere diffuse che riducono volumi e portate di picco, migliorano la qualità delle acque e restituiscono al suolo una parte della pioggia.
- Tetti verdi: ritenzione ed evapotraspirazione, ritardo del deflusso.
- Pavimentazioni drenanti: parcheggi, piazzali e marciapiedi permeabili con accumulo nel sottofondo.
- Aiuole di bioritenzione e cunette verdi: aree ribassate con substrato filtrante che raccolgono il deflusso stradale.
- Trincee e pozzi disperdenti: infiltrazione negli strati superficiali del sottosuolo.
- Vasche di laminazione: accumulo temporaneo e scarico regolato con bocca tarata, dove l'infiltrazione non basta o non è ammessa.
- Riuso: irrigazione, lavaggi e usi non potabili.
Il legame con l'invarianza idraulica
In Lombardia il R.R. 7/2017 stabilisce l'ordine di priorità per lo smaltimento dei volumi invasati: riuso, infiltrazione nel suolo o negli strati superficiali del sottosuolo, scarico in corpo idrico superficiale e, per ultimo, scarico in fognatura, questi ultimi nei limiti di portata dell'art. 8 (art. 5, c. 3). Sono da preferire, dove possibile, soluzioni naturali e multifunzionali come avvallamenti, depressioni del terreno e trincee drenanti (art. 5, c. 4 bis).
Le opere SUDS fanno quindi parte del progetto di invarianza. Il volume dei vuoti di un sistema di infiltrazione, ridotto per tenere conto dell'intasamento, concorre al volume di laminazione; il volume infiltrato no. Se l'intervento è risolto con sole strutture di infiltrazione, senza scarichi verso ricettori, il requisito minimo di volume si riduce del 30 %, a condizione che il dimensionamento si basi su prove di permeabilità (art. 11, c. 2, lett. e).
Infiltrare, con la falda sotto controllo
L'infiltrazione ricarica la falda e alleggerisce reti e ricettori, ma va verificata caso per caso. Il progetto valuta la soggiacenza della superficie piezometrica: con falda prossima o coincidente con il piano campagna l'infiltrazione non è ammissibile. Vanno inoltre considerate la qualità delle acque meteoriche, la stabilità del sottosuolo e la possibile interferenza con le fondazioni e i piani interrati degli edifici esistenti (art. 11, c. 2, lett. c).
Il fondo delle opere disperdenti si fissa quindi con un franco rispetto al livello massimo prevedibile della falda, non rispetto al livello misurato in un singolo sopralluogo.
Milano: una falda in risalita
Tra gli anni '50 e '70 i forti prelievi da pozzi industriali e civili hanno abbassato la falda milanese, che ha toccato il minimo intorno al 1975. In quei decenni sono stati realizzati molti interrati, autorimesse, magazzini e tratte di metropolitana, spesso senza impermeabilizzazioni adeguate a una falda più alta.
Con la dismissione delle grandi industrie e la riduzione dei prelievi la falda è risalita: tra il 1990 e il 1995 la prima falda è cresciuta fino a circa 6,5 m nei settori centro-settentrionali della città. Infiltrazioni, umidità e allagamenti negli interrati costruiti nel periodo di falda bassa sono oggi un problema ricorrente.
Superficie e sottosuolo nello stesso progetto
- Dati piezometrici: soggiacenza attuale, massima escursione storica e tendenza, dalle reti di monitoraggio e dalla componente geologica del PGT.
- Infiltrazione o laminazione: infiltrazione diffusa e superficiale dove la falda è profonda; vasche a tenuta con scarico regolato dove la falda è alta o il terreno non è adatto.
- Interferenze: distanza delle opere disperdenti da fondazioni e interrati esistenti, anche dei lotti confinanti.
- Interrati esistenti: diagnosi delle venute d'acqua, impermeabilizzazioni e vasche a tenuta, drenaggi e sollevamento, valvole antiriflusso sugli scarichi.
- Indagini: in collaborazione con il geologo, prove di permeabilità e modello idrogeologico del sito.
Riferimenti: R.R. Lombardia 23 novembre 2017, n. 7 e s.m.i., artt. 5 e 11. Dati storici sulla falda da studi pubblicati sull'area milanese.
Progettazione
SUDS e verde tecnico
Tetti verdi, pavimentazioni drenanti, aiuole di bioritenzione e trincee per lotti privati, piazzali e spazi pubblici.
Invarianza integrata
Progetto di invarianza idraulica e idrologica con opere di infiltrazione e laminazione, calcoli e asseverazione.
Interrati e falda
Analisi delle venute d'acqua, soluzioni di impermeabilizzazione, drenaggio e sollevamento, direzione lavori.
Un intervento con falda alta o interrati?
Richiesta di valutazione preliminare e preventivo.